Addetto stampa: cosa fa e quando serve davvero
L'addetto stampa è il professionista che cura le relazioni con i media: scrive comunicati, costruisce e mantiene i contatti con i giornalisti, gestisce le richieste e le crisi. Serve quando comunichi con continuità; per esigenze occasionali può bastare un servizio dedicato.
L'addetto stampa è la persona che fa da ponte tra un'organizzazione e i media. Non «manda comunicati» e basta: costruisce relazioni, sceglie gli angoli, cura tempi e toni. Vediamo cosa fa davvero, come si diventa addetto stampa e quando conviene averne uno.
Chi è
È un professionista della comunicazione (spesso un giornalista pubblicista) specializzato nelle media relations: conosce le redazioni, sa cosa è notiziabile e come proporlo.
Cosa fa, in concreto
- Scrive comunicati e li propone alle testate giuste (vedi come scrivere un comunicato stampa);
- Costruisce e aggiorna la media list (i contatti dei giornalisti pertinenti);
- Gestisce richieste e interviste, prepara portavoce e materiali;
- Cura la crisis communication quando qualcosa va storto;
- Misura i risultati (rassegna stampa, uscite, menzioni).
Come si diventa addetto stampa
Non esiste un unico percorso obbligatorio, ma alcuni elementi ricorrono:
- Studi: le lauree più comuni sono in comunicazione, giornalismo, scienze politiche o relazioni pubbliche; sono utili i master in ufficio stampa e comunicazione d'impresa.
- Ordine dei Giornalisti: molti addetti stampa sono pubblicisti. In Italia, negli enti pubblici l'ufficio stampa è affidato a giornalisti iscritti all'Ordine (L. 150/2000); nel privato non è obbligatorio, ma la formazione giornalistica aiuta.
- Competenze: scrittura giornalistica e senso della notiziabilità, conoscenza delle redazioni, relazioni, gestione delle crisi, un po' di SEO/digital PR e capacità di misurare i risultati.
- Come si inizia: gavetta in agenzia o in un ufficio stampa (interno o di un'organizzazione), praticantato, oppure da freelance su progetti. Le offerte si trovano su job board, agenzie di comunicazione e aziende con un ufficio stampa interno.
Addetto stampa, ufficio stampa, agenzia
- Addetto stampa: la persona.
- Ufficio stampa: la funzione/struttura (può essere una persona o un team).
- Agenzia: un fornitore esterno che offre il servizio.
Non sono in conflitto: cambia la scala. Per approfondire il confine con la parte digitale, vedi digital PR e ufficio stampa.
Addetto stampa e giornalista: che differenza c'è
Possono essere la stessa persona, ma il ruolo è opposto: il giornalista lavora per la testata e informa il pubblico; l'addetto stampa lavora per l'organizzazione e propone notizie alle testate. Cambiano committente, obiettivo e responsabilità — l'uno verifica e racconta, l'altro fornisce fatti notiziabili e materiali affidabili. Un buon addetto stampa ragiona «da giornalista» proprio per farsi leggere dai giornalisti.
Quando serve (e quando basta un servizio)
Serve un addetto stampa dedicato quando comunichi con continuità e le relazioni con i media sono strategiche. Se invece hai esigenze occasionali (un lancio, un evento ogni tanto), spesso basta un servizio che unisce scrittura + distribuzione su testate reali, senza il costo fisso di una figura interna.
Quanto costa
Non esiste una cifra unica: il costo dipende dal modello che scegli e da alcune variabili. I modelli più comuni:
- Freelance a progetto / una tantum — per un lancio o un evento singolo;
- Pacchetto continuativo (di solito mensile) — per chi comunica con regolarità;
- Figura interna — un costo fisso, ha senso con volumi alti e continuativi;
- Agenzia — team e servizi più ampi.
Il prezzo cambia con lo scope (una tantum vs continuativo), il settore, il numero di testate e le attività incluse (solo comunicati, oppure anche interviste, eventi, gestione crisi). Il modo migliore è partire dall'obiettivo e dal budget e vedere cosa serve davvero.
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