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Contenuti sponsorizzati: le regole della trasparenza

di Redazione megafono.it · 23/08/2026

Advertorial e pubbliredazionali vanno dichiarati. Ecco perché, e come farlo correttamente.

Contenuti sponsorizzati: le regole della trasparenza

Un advertorial (o pubbliredazionale) è pubblicità travestita da articolo. È perfettamente lecito — a una condizione: che sia dichiarato. La pubblicità occulta è vietata.

Perché la trasparenza è obbligatoria

Il lettore ha diritto di sapere quando un contenuto è a pagamento. La pubblicità occulta inganna e, oltre a essere scorretta, espone a sanzioni. Vale per articoli sponsorizzati, post di influencer, recensioni pagate.

Come dichiararlo

  • Diciture chiare: «Contenuto sponsorizzato», «Pubbliredazionale», «Adv», «In collaborazione con…».
  • Visibile, non nascosta in fondo o in piccolo.
  • Per gli influencer: hashtag come #adv, #sponsorizzato, #pubblicità ben evidenti.

Comunicato ≠ advertorial

Attenzione a non confondere:
- Il comunicato stampa propone una notizia; la testata la pubblica a sua discrezione. Non è pubblicità a pagamento.
- L'advertorial è uno spazio che acquisti e controlli: va dichiarato come pubblicità.

Vedi anche: comunicato vs advertorial.

Lato SEO

I link dentro contenuti a pagamento andrebbero marcati rel="sponsored" (o nofollow): è ciò che Google si aspetta per i link pubblicitari, e ti tiene al sicuro.

In pratica

  • Paghi per apparire? Dichiaralo.
  • È una notizia proposta a una redazione? È un comunicato.
  • In dubbio, etichetta: la trasparenza non è mai un errore.

La fiducia del pubblico è un asset: proteggerla con la trasparenza conviene, sempre.

Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza legale: per casi specifici rivolgiti a un professionista.

#advertorial#pubblicità#trasparenza#normativa

Guida di riferimento: Comunicato stampa — cos'è, come si scrive e dove pubblicarlo