Contenuti sponsorizzati: le regole della trasparenza
Advertorial e pubbliredazionali vanno dichiarati. Ecco perché, e come farlo correttamente.
Un advertorial (o pubbliredazionale) è pubblicità travestita da articolo. È perfettamente lecito — a una condizione: che sia dichiarato. La pubblicità occulta è vietata.
Perché la trasparenza è obbligatoria
Il lettore ha diritto di sapere quando un contenuto è a pagamento. La pubblicità occulta inganna e, oltre a essere scorretta, espone a sanzioni. Vale per articoli sponsorizzati, post di influencer, recensioni pagate.
Come dichiararlo
- Diciture chiare: «Contenuto sponsorizzato», «Pubbliredazionale», «Adv», «In collaborazione con…».
- Visibile, non nascosta in fondo o in piccolo.
- Per gli influencer: hashtag come #adv, #sponsorizzato, #pubblicità ben evidenti.
Comunicato ≠ advertorial
Attenzione a non confondere:
- Il comunicato stampa propone una notizia; la testata la pubblica a sua discrezione. Non è pubblicità a pagamento.
- L'advertorial è uno spazio che acquisti e controlli: va dichiarato come pubblicità.
Vedi anche: comunicato vs advertorial.
Lato SEO
I link dentro contenuti a pagamento andrebbero marcati rel="sponsored" (o nofollow): è ciò che Google si aspetta per i link pubblicitari, e ti tiene al sicuro.
In pratica
- Paghi per apparire? Dichiaralo.
- È una notizia proposta a una redazione? È un comunicato.
- In dubbio, etichetta: la trasparenza non è mai un errore.
La fiducia del pubblico è un asset: proteggerla con la trasparenza conviene, sempre.
Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza legale: per casi specifici rivolgiti a un professionista.
