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GDPR e comunicati stampa: cosa puoi (e non puoi) pubblicare

di Redazione megafono.it · 26/08/2026 · aggiornato il 24/09/2026

Nomi, foto, dati dei clienti: quando servono consenso e cautele nella comunicazione aziendale.

Questo articolo ha finalità informative e di aggiornamento: non costituisce consulenza legale. Per decisioni sul tuo caso specifico rivolgiti a un professionista abilitato.

GDPR e comunicati stampa: cosa puoi (e non puoi) pubblicare

Un comunicato stampa spesso contiene nomi, foto, testimonianze. Sono dati personali, e il GDPR stabilisce quando puoi usarli. Ecco i punti pratici, in parole semplici.

Cosa è un dato personale

Qualsiasi informazione che identifica una persona: nome, foto, ruolo, email, ma anche una testimonianza riconducibile a qualcuno. Se nel comunicato c'è, il GDPR ti riguarda.

Quando serve il consenso

  • Dipendenti: citarli/fotografarli richiede in genere un consenso informato specifico.
  • Clienti e testimonianze: servono consenso e un uso coerente con quanto dichiarato.
  • Terzi (partner, fornitori): meglio un'autorizzazione scritta prima di nominarli.

Cosa puoi fare più liberamente

  • Comunicare dati dell'azienda (fatti, numeri, prodotti).
  • Citare figure pubbliche nel loro ruolo entro i limiti della cronaca.
  • Usare foto in cui le persone non sono identificabili.

Buone pratiche

  1. Raccogli un consenso scritto per nomi/foto di persone.
  2. Conserva la prova del consenso.
  3. Dai un modo per revocare il consenso e aggiorna i materiali di conseguenza.
  4. Minimizza: pubblica solo i dati necessari alla notizia.

E le foto sui media?

Quando un comunicato viene pubblicato da una testata, subentra anche l'attività giornalistica, che ha proprie regole. Ma la responsabilità di ciò che invii resta tua: manda solo materiali che hai il diritto di diffondere.

Comunicare bene significa anche comunicare in regola: un consenso in più oggi ti evita un problema domani.

Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza legale: per casi specifici rivolgiti a un professionista.

Fonti

Riferimenti normativi primari (questo articolo è informativo, non è consulenza legale):

#GDPR#privacy#comunicati stampa#dati personali

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Domande frequenti

Serve il consenso per citare un dipendente in un comunicato stampa?

In genere sì: citare o fotografare un dipendente richiede un consenso informato specifico. Conviene raccoglierlo per iscritto, conservarne la prova e dare alla persona un modo per revocarlo, aggiornando i materiali di conseguenza.

Posso usare la testimonianza di un cliente in un comunicato?

Ti servono il consenso del cliente e un uso coerente con quanto gli hai dichiarato. Anche una testimonianza riconducibile a una persona è un dato personale, quindi rientra nel GDPR come nomi, foto, ruoli ed email.

Cosa si può pubblicare più liberamente in un comunicato stampa?

Puoi comunicare più liberamente i dati dell'azienda, come fatti, numeri e prodotti, citare figure pubbliche nel loro ruolo entro i limiti della cronaca e usare foto in cui le persone non sono identificabili. In ogni caso pubblica solo i dati necessari alla notizia.

Chi è responsabile delle foto inviate a un giornale con un comunicato?

Quando una testata pubblica il comunicato subentra anche l'attività giornalistica, che ha regole proprie, ma la responsabilità di ciò che invii resta tua. Per questo manda solo foto e materiali che hai il diritto di diffondere.