GDPR e comunicati stampa: cosa puoi (e non puoi) pubblicare
Nomi, foto, dati dei clienti: quando servono consenso e cautele nella comunicazione aziendale.
Un comunicato stampa spesso contiene nomi, foto, testimonianze. Sono dati personali, e il GDPR stabilisce quando puoi usarli. Ecco i punti pratici, in parole semplici.
Cosa è un dato personale
Qualsiasi informazione che identifica una persona: nome, foto, ruolo, email, ma anche una testimonianza riconducibile a qualcuno. Se nel comunicato c'è, il GDPR ti riguarda.
Quando serve il consenso
- Dipendenti: citarli/fotografarli richiede in genere un consenso informato specifico.
- Clienti e testimonianze: servono consenso e un uso coerente con quanto dichiarato.
- Terzi (partner, fornitori): meglio un'autorizzazione scritta prima di nominarli.
Cosa puoi fare più liberamente
- Comunicare dati dell'azienda (fatti, numeri, prodotti).
- Citare figure pubbliche nel loro ruolo entro i limiti della cronaca.
- Usare foto in cui le persone non sono identificabili.
Buone pratiche
- Raccogli un consenso scritto per nomi/foto di persone.
- Conserva la prova del consenso.
- Dai un modo per revocare il consenso e aggiorna i materiali di conseguenza.
- Minimizza: pubblica solo i dati necessari alla notizia.
E le foto sui media?
Quando un comunicato viene pubblicato da una testata, subentra anche l'attività giornalistica, che ha proprie regole. Ma la responsabilità di ciò che invii resta tua: manda solo materiali che hai il diritto di diffondere.
Comunicare bene significa anche comunicare in regola: un consenso in più oggi ti evita un problema domani.
Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza legale: per casi specifici rivolgiti a un professionista.
