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GDPR e comunicati stampa: cosa puoi (e non puoi) pubblicare

di Redazione megafono.it · 26/08/2026

Nomi, foto, dati dei clienti: quando servono consenso e cautele nella comunicazione aziendale.

GDPR e comunicati stampa: cosa puoi (e non puoi) pubblicare

Un comunicato stampa spesso contiene nomi, foto, testimonianze. Sono dati personali, e il GDPR stabilisce quando puoi usarli. Ecco i punti pratici, in parole semplici.

Cosa è un dato personale

Qualsiasi informazione che identifica una persona: nome, foto, ruolo, email, ma anche una testimonianza riconducibile a qualcuno. Se nel comunicato c'è, il GDPR ti riguarda.

Quando serve il consenso

  • Dipendenti: citarli/fotografarli richiede in genere un consenso informato specifico.
  • Clienti e testimonianze: servono consenso e un uso coerente con quanto dichiarato.
  • Terzi (partner, fornitori): meglio un'autorizzazione scritta prima di nominarli.

Cosa puoi fare più liberamente

  • Comunicare dati dell'azienda (fatti, numeri, prodotti).
  • Citare figure pubbliche nel loro ruolo entro i limiti della cronaca.
  • Usare foto in cui le persone non sono identificabili.

Buone pratiche

  1. Raccogli un consenso scritto per nomi/foto di persone.
  2. Conserva la prova del consenso.
  3. Dai un modo per revocare il consenso e aggiorna i materiali di conseguenza.
  4. Minimizza: pubblica solo i dati necessari alla notizia.

E le foto sui media?

Quando un comunicato viene pubblicato da una testata, subentra anche l'attività giornalistica, che ha proprie regole. Ma la responsabilità di ciò che invii resta tua: manda solo materiali che hai il diritto di diffondere.

Comunicare bene significa anche comunicare in regola: un consenso in più oggi ti evita un problema domani.

Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza legale: per casi specifici rivolgiti a un professionista.

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Guida di riferimento: Comunicato stampa — cos'è, come si scrive e dove pubblicarlo