Errori comuni nei comunicati stampa (e come evitarli)
Autocelebrazione, titoli vaghi, testi lunghi: gli sbagli che portano un comunicato dritto nel cestino.
La maggior parte dei comunicati finisce nel cestino non perché la notizia sia debole, ma per errori evitabili. Ecco i più frequenti e come correggerli.
1. Autocelebrazione
«Siamo orgogliosi di annunciare l'ennesimo prodotto rivoluzionario…». Il giornalista cerca notizie, non complimenti che l'azienda fa a se stessa. Togli gli aggettivi, lascia i fatti.
2. Titolo vago o «furbo»
Un titolo che gioca con le parole ma non dice la notizia costringe a indovinare. Metti cosa è successo, non un teaser.
3. Il lead che non riassume
Se nel primo paragrafo non ci sono le 5W, il lettore abbandona. La notizia va in cima, non in fondo.
4. Testo troppo lungo
Oltre le 600 parole perdi attenzione. Se hai molto da dire, taglia o metti gli approfondimenti in allegato.
5. Nessuna citazione (o citazioni inutili)
«Siamo felici» non è una citazione. Una buona citazione aggiunge un punto di vista o un dato.
6. Zero contatti
Sembra assurdo, ma capita: niente nome, niente email, niente telefono. Se un giornalista vuole approfondire, deve poterlo fare subito.
7. Stesso testo ovunque
Copia-incollare lo stesso comunicato su decine di portali crea contenuti duplicati e non serve né alla reputazione né alla SEO. Meglio poche testate pertinenti.
La checklist anti-errore
- [ ] Titolo con la notizia
- [ ] 5W nel lead
- [ ] Sotto 600 parole
- [ ] Una citazione utile
- [ ] Contatti stampa
- [ ] Testate scelte, non «tutte»
Evitati questi sette, sei già davanti alla maggior parte dei comunicati che i giornalisti ricevono.
