Anchor text, dofollow e nofollow: cosa cambia per la SEO
Il testo del link e il suo attributo influenzano il valore SEO. Ecco cosa sapere in parole semplici.
Due dettagli tecnici del link fanno una grande differenza nella digital PR: l'anchor text e l'attributo dofollow/nofollow. Vediamoli senza gergo.
L'anchor text
È il testo cliccabile del link. Comunica a Google (e al lettore) di cosa parla la pagina di destinazione. Tipi di anchor:
- Brand: «Rossi Impianti».
- Descrittiva: «il servizio di manutenzione fotovoltaico».
- Esatta (keyword): «impianti fotovoltaici Vicenza».
- Generica: «qui», «sul sito».
Regola: varia gli anchor. Un profilo tutto uguale (sempre la stessa keyword esatta) è innaturale e rischioso.
Dofollow vs nofollow
- Dofollow: il link trasmette «autorità» (link equity) alla pagina di destinazione. È quello che vale di più per la SEO.
- Nofollow (
rel="nofollow"): dice a Google di non trasmettere autorità. Molte testate usano nofollow sui link esterni per policy. - Sponsored / UGC: varianti per link a pagamento o generati dagli utenti.
Un nofollow è inutile?
No. Anche un link nofollow porta traffico, brand e credibilità, e un profilo di link naturale contiene un mix di dofollow e nofollow. Un profilo fatto solo di dofollow ottimizzati è sospetto.
Nel comunicato stampa
- 2-3 link al massimo, con anchor varie e pertinenti.
- Non ossessionarti sul dofollow: punta a testate rilevanti; il valore arriva dall'insieme.
- Verifica nel tempo che il link regga: un link che sparisce non serve. È uno dei dati che trovi nel report finale di megafono.it, con il controllo della tenuta dei link.
Capiti anchor e attributi, gestisci i link come un professionista — senza forzare la mano.
